Suo padre è impiegato in un deposito di aringhe. La casa è piena di zii, di fratelli e di sorelle. Il bambino, allegro e sognatore, resta profondamente segnato dalla cultura ebraica, con le sue feste, le tradizioni, le storie, la vita del villaggio, il circo.
Decide di diventare pittore contro la volontà dei suoi genitori.